Valentina's profileI spent my whole life wa...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    August 28

    Match Point

     
    Sono qui.
    Ho appena finito di vedere un film. Match Point per la precisione.
    Finalmente ho staccato la spina da msn per una sera... devo ammettere che non è poi così male. Staccare da msn intendo. Il film invece è spettacolare. Uno dei più belli mai visti. Viene appena dopo Il Diavolo Veste Prada (scherzo).
    Mentre lo guardavo a parte pensare a quanto avrei pagato pur di essere in Scarlett Johansson che si fa quel grandissimo figo di Jonathan Rhys-Meyers, mentre lo guardavo, dicevo, pensavo anche alla trama del film e mi sono chiesta cosa sarei disposta a fare pur di mantenere intatto ciò che ho.
    Chris è disposto ad uccidere la sua amante incinta pur di non perdere tutto ciò che riuscito ad ottenere.
    Io non so cosa sarei disposta a fare.
    Voi?
    Fino a dove sareste disposti a spingervi?
    August 23

    grazie mille!!!

    Grazie mille... Grazie a Fede, Ilaria e Marta (rigorosamente in ordine alfabetico) che oggi sono venute a trovarmi nel mio delizioso e... ehm come dire... caratteristico paesino!
    Grazie per la splendida giornata che mi hanno fatto passare, lo so che come Cicerone non sono esattamente il massimo, però non ci siamo perse, anche perchè perdersi in quel buco che è Cremona ce ne vuole...
    Purtroppo in città tutti i negozi o vendevano delle cose oscene o erano chiusi e quindi non abbiamo comprato nulla... (Marta poi si è rifatta svaligiando il Cremona Po)...
    Avete visto Dante a cui mia mamma sta cercando di insegnare delle parole a caso... (la mia faccia credo che fosse da filmare o quantomeno fotografare in modo da farla restare nella memoria per MOLTO tempo!!!)
    Comunque:
    Grazie mille ai miei tessssori per oggi pomeriggio!!!
     
    Vi voglio un bene super-mega-giga-power!!!
    August 21

    10 MOSSE PER DIVENTARE FAMOSI

     
     
    Salve miei carissimi lettori. Ho deciso di fare un favore a tutti coloro che desiderano dare una svolta alla loro squallida e patetica esistenza e iniziare ad essere veramente qualcuno. Tutto questo si può facilmente ottenere in 10 semplici mosse:
    1. Incidete un disco oppure fate un film. Va bene anche un duetto con Charlie Cinelli oppure un ruolo da non protagonista in un film tipo "Vacanze di Natale", non deve per forza essere un capolavoro. Bene o male, l'importante è che se ne parli.
    2. Partecipate ad ogni evento mondano che vi capita sotto l'occhio, dagli Oscar alla Sagra dell'Asparago Bianco. L'importante è farsi fotografare e rilasciare interviste nelle quali ribadite sempre e comunque di "non esservi montati la testa" e di "essere rimasti coi piedi per terra".
    3. Se siete donne fidanzatevi con una rock-star. Meglio se brutta come la fame. Se siete degli ometti fidanzatevi con una tizia bionda platinata, ricchissima e molto stupida. Ovviamente devono avere ALMENO UN precedente penale e guidare SOLO ubriachi o così fatti da vedere mondi paralleli.
    4. Iniziate a tirare di coca (in alternativa c'è la metanfetamina o gli psicofarmaci, ma la coca è decisamente più di moda...), ad ubriacarvi ogni sera, a perdere peso MOLTO rapidamente. Se vi accusano di essere drogati rispondete con un secco "no-comment", se vi danno degli alcolizzati pure, se vi additano come anoressico-bulimici dite che tutto ciò non è assolutamente vero, è solo un "periodo ricco di stress" e comunque nella fase "post-adolescenziale" tutti perdono peso. E' risaputo.
    5. Quando appariranno le vostre foto sui giornali mentre tirate una striscia di coca, mentre vomitate fuori da un locale cantando l'inno nazionale semi-nudi, mentre nel bagno del ristorante vi ficcate due dita in gola e vomitate la cena, allora fate mea culpa. Ricoveratevi in un Rehab (in Arizona ce ne sono di MERAVIGLIOSI). State in Rehab per circa un mese, non dando a nessuno notizie di voi.
    6. Una volta usciti dal Rehab proclamate a tutti di aver trovato la Fede, di essere cambiati e di voler essere un esempio per tutti i giovani della vostra età.
    7. Concedete una sola intervista (ma pagata benissimo) dove raccontate che i vostri problemi erano dovuti al clima che vi circondava e alla pressione dei media che non vi lasciava mai in pace... Quei maledetti paparazzi vi seguivano ovunque e voi non potevate fare un passo senza averli alle calcagna.
    8. Organizzate una serata con i vostri amici d'infanzia a base di succhi di frutta. Il primo che prova a bere qualcosa di alcolico viene cacciato a calci in posti poco piacevoli.
    9. Cercate di redimere anche il vostro compagno rock-star brutto da far spavento o la vostra ricchissima fidanzata. Loro non vi ascolteranno di sicuro, ma voi li amate e non potete lasciarli soli nel loro dolore... Minacciateli però dando loro un ultimatum: "O me o la droga", non importa chi sceglieranno, voi starete loro accanto in ogni caso.
    10. Ricominciate tutto dal punto 4. Per colpa dell'amore folle per il vostro partner ci siete ricascati...

    Seguite queste semplici indicazioni e diventerete una autentica celebrità!

     

    August 20

    OMAR PEDRINI KNOWS BEST

    Buonasera cari lettori del mio blog... come state? Io abbastanza bene, grazie... comunque oggi sono venuta in possesso della VERITA'. No, non mi è apparso l'Arcangelo Gabriele, e nemmeno Madonna (la cantante intendo)... MA PIU' O MENO ENTRAMBI!!!
    Tutto è apparso ai miei occhi molto più chiaro da quando ho letto il testo della nuova canzone di Omar Pedrini dedicata al Brescia Calcio. Così ho deciso di rendere tutti voi partecipi della VERITA'!!!
     
    Nel Bianco Blu
     
    Blu, nel bianco blu
    Brescia è nel bianco blu
    Blu, nel cielo blu
    Dentro me c'è il bianco blu
     
    [secondo voi sta cercando di dirci che ha discendenze nobili?]
     
    Forse avevo 5 anni
    Ero qui vicino a voi
    Sulle gambe di mio padre
    Giù nel campo i miei eroi
     
    Quella rondine sul petto
    Io ce l'ho nel cuore sai
    E mi sembravano volare
    Giù dal campo fino al blu
     
    [tralasciando le fantastica rima voi/eroi, cosa c'entra il blu alla fine della strofa? Non fa rima con nulla... Ma non vi state commuovendo?? Io ho già una lascrimuccia che scende lungo la mia guancia...]
     
    Blu, nel bianco blu
    Brescia è nel bianco blu
    Blu, nel cielo blu
    Dentro me c'è il bianco blu
     
    [Ora c'è la strofa che mi ha emozionato più di tutte... prendete dei kleenex perchè vi commuoverete...]
     
    Dio del cielo e della terra
    Benedici tutti noi
    Benedici la campagna
    E chi non può esser qui con noi
     
    Dalle valli fino ai laghi
    La tua gente arriverà
    Tutti qui per la Leonessa
    Dai paesi alla città
     
    [Ecco... Omar è un POETA ma ha anche colto il significato più profondo dell'essere religiosi: il voler bene al prossimo...]
     
    Blu, nel bianco blu
    Brescia è nel bianco blu
    Blu, nel cielo blu
    Dentro me c'è il bianco blu (per 5 volte)
    August 16

    A/I 07/08

     
     
    allora... l'altro giorno sfogliavo il numero di agosto di glamour che il martame e savume mi hanno lasciato in eredità da forte. Ieri ho guardato le sfilate A/I su www.style.it. Oggi sfogliavo il catalogo A/I della Fornarina e quello di Max&Co. Facendo tutto questo mi sono resa conto di un po' di cose, e di queste cose voglio rendervi partecipi:
     
    • BUTTATE VIA TUTTE LE CALZE VELATE CHE POSSEDETE. Lo dico per voi. Gli stilisti (loro, non io!) hanno deciso che per questo inverno le gambe vanno tenute coperte da un pesante strato di lycra. Questo dunque fa sì che ci si debba procurare collant a 100 denari, di lana, a tinta unita oppure a fantasia: insomma, l'importante è che non si intraveda nemmeno il colore della vostra pelle. Dire che tutto ciò mi rende felice è ancora poco! Che bello!!! Finalmente non patirò più freddo!!! Non vi piacciono le calze coprenti? Ok, l'alternativa è la gamba nuda.
    • BUTTATE VIA TUTTE LE SCARPE A PUNTA CHE POSSEDETE. Lo dico sempre per voi... A me dispiacerà non vedere più le scarpe con la punta aguzza. Anche se non è del tutto vero. Le mezze punte sono ancora ok, quelle con la punta lunga lunga lunga dovete però cestinarle oppure limitatevi a indossarle sotto un paio di jeans a sigaretta scuri in modo che si veda solo la punta. Così a me non dispiacciono...
    • SCARPE!!! La parola d'ordine per questo inverno è TRONCHETTI. Ebbene sì... Il ritorno degli anni '80 è sempre più forte e così come per l'appunto in quegli anni torna la mania del tronchetto con il jeans (rigorosamente attillatissimo come se fosse una seconda pelle) infilato dentro. Ancora meglio l'abbinamento con i leggings.
    • LEGGINGS. Ebbene sì... anche questo inverno ci saranno gli amati/odiati fuseux a riempire le nostre giornate invernali. Più caldi rispetti al collant, ma molto più attillati rispetto agli skinny. Anche quest'anno la moda invernali ce li ripropone abbinati a minigonne inguinali, a maxipull o a vestitini dall'allure bon-ton. Insomma un po' in tutte le salse. L'importante è averli, se non li hai non sei nessuno. Lunghezza? Qualsiasi. Anche se per quest'inverno io punterei su quelli lunghi fino alla caviglia. Da portare con decolleté con plateu (e magari conturino), tronchetti (vedi sopra), ballerine, insomma un po' con tutto!
    • JEANS. Skinny, seconda pelle. Questa la parola d'ordine. La vita si alza (menomale) e la pancia si copre (evviva!). Per un Piccadilly-Style si raccomanda un gilet, un borsalino e una camicia. Avete freddo? Maxi cardigan da lasciare morbidamente scivolare su una spalla, ovviamente sbottonato. Colore? Scuri. Anzi, scurissimi. Dal nero al blu, passando per il grigio antracite. Di giorno comodi per andare in università o a fare shopping abbinati a ballerine ultrapiatte anche super-colorate, o stivali da cavallerizza o da rider; di sera con plateu, decolletè a punta tonda, ma anche inflati in un paio di stivali dal tacco vertiginoso.
    • BORSE. Maxi. Più è grande meglio è. Di pelle. Di velluto. L'importante è che possa contenere il necessario per una vacanza (avrei detto: che possa contenere me, ma in quel caso poteva pure essere una pochette). I colori? C'è solo l'imbarazzo della scelta. Tinte metalliche e preziose come l'oro o l'argento se vi piace stupire (e se avete le scarpe adatte), oppure i classici dell'inverno: cognac, marrone scuro e nero. Avete una serata elegante? Una pochette e andate sul sicuro. Ma che sia intonata al colore delle scarpe, mi raccomando.
    • CINTURE. Quest'anno la moda le vuole alte, quasi dei bustier, oppure mini. Colorate se volete dare un tocco di colore a un total black. Vi piacciono i classici? Ok, allora sceglietele senza marche in bella vista. La fibbia serve per tenere la cintura allacciata, non per far sapere a tutti dove l'avete presa. Le maxi: per stringere in vita abiti vintage (magari con una stampa a fiori). Le mini: su skinny jeans (magari colorate con un fiochetto come fibbia).

    Ok, per il momento è tutto. Quando avrò altri aggiornamenti mi farò viva... Ovviamente mi dedicherò anche alla moda uomo...

     

    August 15

    eccomi qui...

     
     
    ok... il mio amour mi ha sgridato perchè da un po' posto solo cose deliranti... quindi ho deciso di tornare un po' in me.
    ecco perchè con il sottofondo musicale di sir Elton John vi auguro
     
    buon ferragosto!!!
     
    [sì, è vero, sono le 23.11 potevo anche svegliarmi prima... avete ragione...]
    Ora torno al mio dolce far nulla, ovvero guardare il concerto di Elton... si ridete pure, ma io sulle note di Crocodile Rock mi scateno...
    August 09

    Diario dell'informatico seduttore

     
     
    Questo fa sempre parte della serie del post precedente... li ha scritti Aliosha su Hacker&co... il titolo originale del post precedente è "Diario HACKER, cronache di una conversione"... bene... buona lettura!!!
     
     
    Da qualche tempo sentivo come un bisogno insoddisfatto. Non ero certo di cosa fosse, era come una strana sensazione alla bocca dello stomaco e al basso ventre. Come la mancanza di qualche cosa di tenero.
    Ho provato ad affrontarlo nei soliti modi: ho installato una nuova scheda video con 512MByte di VRAM a uno zillione di MegaHertz. Disegna in un secondo più poligoni di quanti ne immaginasse in un'ora un'intera comune di hippie sotto acido negli anni '60.
    Eppure, niente da fare. Il bisogno era ancora lì. Come se non fosse stata QUELLA la morbidezza di cui avevo bisogno. Ma cosa si può volere di più che uno zillione di poligoni?
    Mi misi a partizionare l'hard-disk e a provate nuove distribuzioni di GNU/Linux, un'attività che dà grandi soddisfazioni. Ne ho installate 25, tra cui Red Flag Linux, la distribuzione del governo cinese. Ha lasciato alcuni effetti collaterali: ora all'avvio il computer, invece che -BIP-, fa una breve versione de L'internazionale in cantonese. Ho provato anche Crescent Moon Linux, la distribuzione di Al Qaeda, ma ho lasciato perdere alla selezione della partizione di root: il puntatore era un piccolo aereo, la selezione un piccolo grattacielo che prendeva fuoco. Mi è sembrato un po' eccessivo; ma soprattutto, non c'era l'opzione per un installer testuale, cosa davvero grave.
    Niente da fare: il bisogno alla bocca dello stomaco era rimasto, nonostante le 25 distribuzioni.
    Ho formattato e reinstallato Windows, erano 3 giorni che non lo facevo e cominciava ad essere instabile: nessun risultato utile per la mia situazione, ma ora ci mette 7 secondi in meno a riavviare.
    Solita sensazione alla bocca dello stomaco.
    Ho cercato su motori di ricerca, mailing list e newsgroup (alt.mouth.of.the.stomach.various), ho anche consultato un paio di GNU/Linux HowTo a caso, per cui ora saprei usare Samba per condividere una vasca di pesci rossi usando segnali di fumo come canale wireless. Chissà, può sempre tornare utile.
    Ma di soluzioni per questa sensazione di bisgno nessuna. Niente, nix, nada, nothing.

    IN VISTA DI UNA SVOLTA

    Alla fine ho fatto ciò che ogni informatica che si rispetti fa solo quando è VERAMENTE alla frutta: ho chiesto ad un amico.
    Aldo è un amico davvero stretto: a volte mi chiama anche se non ha un problema con il sistema operativo. Ed ogni tanto parliamo anche di cose che non hanno a che fare con il computer. Non che ci sia molto da dire, ma ci provo perché sembra fargli piacere. Qualche tempo fa, per esempio, mi diceva della sua bicicletta nuova. Gli ho chiesto se ci girava Linux e lui mi ha guardato strano; però ci ho provato. Comunque, ho chiesto ad Aldo.
    Ci ha pensato un po' sopra, poi con una mano sulla spalla e guardandomi fisso negli occhi, mi ha detto: "Secondo me tu hai bisogno di una donna".
    Una donna! Normalmente mi sarei messo a ridere, avrei dichiarato che ho bisogno di una donna quanto ho bisogno di una memoria USB a forma di papero o di un Hub USB a forma di Godzilla. Però dentro di me, da qualche parte, sentivo che poteva avere ragione: che forse era quella la mancanza che avvertivo. Dopo tutto, io POSSIEDO una memoria USB a forma di papero (USB 2.0, 256 Mega, si illumina quando si trasferiscono i dati:
    http://www.thinkgeek.com/GADGETS/electronic/6a29 ed anche un Hub USB a forma di Godzilla http://www.charismac.com/Products/firedino/) Forse tutto ciò significa qualche cosa.
    Forse ho cercato di sublimare delle carenze di affetto (eppure, chi puo' resistere a un Hub USB a forma di Godzilla? Chi??).
    Forse ho davvero bisogno di una donna, perché da un po' cambiare i temi di KDE, gli zillioni di poligoni e raggiungere I'HI-SCORE mondiale di X-Bill non mi entusiasma come una volta.

    Una donna. Sono corso a documentarmi, ed ho scoperto che:
    - le donne sono la parte femminile dell'essere umano, essenziali per la riproduzione;
    - non sono programmabili ad oggetti, anzi si arrabbiano moltissimo se trattate come tali;
    - contraddittoriamente, con loro è necessario usare metodi particolari, tali metodi non sono però documentati in nessun manuale di API: cercando "female handling howto" non si trova nulla di adatto a minorenni;
    - preferiscono argomenti di conversazione su abbigliamento, profumi e cose carine (cosa può esserci di più carino dell'Hub a forma di Godzilla? Gli diventa rossa la bocca quando è connesso!);
    - si incontrano FUORI, a meno che non ce ne sia già una in casa, per cui parte dei problemi sarebbero già risolti (e ne nascerebbero altri). A meno che non sia una "sorella" o una "madre", che non fanno al caso nostro
    -gli informatici non hanno successo con le "donne". Strano: IO non ho mai provato a gareggiare con loro, non capisco come sia possibile sapere che non avrei successo.

    AZIONE

    Armato di tali conoscenze ho deciso di andare dove nessun informatico è mai andato prima: a cercarmi una donna.
    Seguono le mie osservazioni.

    Giorno 1: uscito in strada, visto varie donne in giro. Trovarne una non sembra poi così difficile.Ne ho avvicinata una che, però, mi ha guardato con gli occhi sbarrati e si è allontanata affrettando il passo. Ho provato con un'altra, è successa la stessa cosa.Alla decima donna ho deciso di capire cosa c'è che non va in loro. Proverò a chiedere ad Aldo

    Giorno 2: dice Aldo che dovrei vestimi in modo decente, farmi una doccia e lavarmi i denti. Gli ho fatto notare che ero perfettamente vestito (sandali, calzini verdi, pantaloncini corti, maglietta della Debian, vestaglia da casa), infatti non avevo preso freddo e non ero stato arrestato per atti osceni in luogo pubblico (mi è successo un paio di volte, poi ho imparato che è meglio non avere organi genitali a penzoloni). Gli ho anche ricordato che mi ero già fatto la mia doccia mensile, nonché il mio lavaggio di denti. Dice che non basta.
    Cominciano a sembrarmi un po' esigenti, queste donne.

    Giorno 3: lavato e vestito seguendo i consigli di Aldo: scarpe, calzini scuri, jeans lunghi senza macchie, maglietta grigia, camicia senza loghi: è incredibile che ce ne fosse una in casa, doveva essere del mio povero nonno. Non mi sento per niente comodo ma sono riuscito ad avvicinare alcune donne senza che fuggissero. Probabilmente il più è fatto.
    Alla prima ho detto: "vuoi venire a vedere il mio computer? È un SMP a quattro vie, 2 Giga di RAM, ricompila il kernel di Linux in dieci minuti e fa uno zillione di poligoni al secondo". Lei mi ha guardato stupita, ha detto "I don't speak English" e si è allontanata. Tutte io quelle strane le trovo.
    Anche la seconda ha fatto così. Pure la terza. Devo cambiare tattica. Aldo consiglia di non essere troppo monotono con gli argomenti, di parlare anche dei miei successi personali.

    Giorno 4: sempre lavato e vestito (ma non farà male, tutto questo sapone.), ho provato con "lo sai che Linus Torvalds ha risposto per mail alla rata proposta di un nuovo modulo per il kernel?"; ma non ho avuto successo.
    Aldo consiglia di essere più giocoso.

    Giorno 5: "Ieri a Ultima On-Line ho sconfitto il chierico nero di Asvalon in uno scontro all'ultimo sangue, quasi mi batteva quando il suo minotauro mannaro non-morto ha fatto il respawn, ma l'ho sorpreso con una pioggia di meteore urlanti: non ha avuto scampo", niente anche questa volta. Il mistero si fa più fitto. Dice Aldo che per strada è di solito più difficile: dovrei provare in un locale.

    Giorno 6: mi sono recato nel locale che conosco meglio: ho avvicinato una donna al Computer Discount, stava guardando le stampanti e le ho spiegato i vantaggi dei modelli a cartucce ricaricabili. Sembrava interessata, però quando le ho proposto di venire a vedere come si faceva a casa mia ha detto "no, grazie".

    Giorno 7: questa volta nel settore masterizzatori: l'ho illuminata sulla differenza tra DVD-RW e DVD+RW. Lei mi ha guardato decisamente riconoscente, ed ho capito che era fatta. Le ho proposto di venire a vedere come funzionavano i vari formati sui miei 6 diversi lettori DVD, di cui uno solo ed unicamente per gli Anime in giapponese: ha esitato, ma poi ha detto di sì.
    Stranamente, una volta a casa mia, si è portata la mano alla bocca, si è girata e è fuggita urlando qualcosa che, a causa della mano, non ho capito bene; credo "oiiioo checcchioooo", non ne sono certo.
    Aldo dice che, prima di portare una donna a casa mia, dovrei eseguire alcuni riti chiamati "riordinare", "pulire" e anche, pare, "lavare la biancheria sporca che comincia a mostrare segni di colture verdastre".
    Non so: io mi ci trovo bene, non capisco. Ad alcune mutande sul pavimento mi ci sono affezionato, si muovono e mi salutano quando passo.

    Giorno 10: la pulizia ha richiesto più tempo del previsto. Alla fine sono riuscito a sistemare tutto, peccato aver dovuto usare il lanciafiamme. Sono sicuro che nel giro di qualche giorno l'odore di napalm se ne andrà. Aldo dice che verrà a trovarmi per vedere come va. Per ora continuo con le esplorazioni dell'universo donna. Dice Aldo che con locale intendeva un locale notturno. Sono andato in un pub, ho bevuto una birra e ho avvicinato una donna che mi aveva sorriso (credo che il mio inciampare su di un gradino per poi sbattere la fronte sul bancone abbia contribuito, ma noi seduttori non ci preoccupiamo dell'origine delle occasioni che ci si presentano, ci limitiamo a sfruttarle). Vicino al suo tavolo c'era una confezione di ForzaQuattro. Le ho proposto una partita: l'illusa ha accettato. Ho così dimostrato la falsità delle illazioni sull'insuccesso degli informatici con le donne: ho vinto tre volte di seguito. Poi le ho svelato il mio segreto: a ForzaQuattro non mi si batte. Le ho parlato alcune ore della mia abilità, di come sono invincibile,
    imbattibile, immarcescibile; lei ascoltava molto colpita, ma stranamente rifiutava di giocare ancora. Poi si è coperta il viso con un cuscino e ha finto di dormire: chiaro segno di interesse. Così le ho raccontato delle mie ultime 23 partite al torneo intercontinentale. Per qualche ragione non è voluta venire a vedere i miei 10 modelli diversi di ForzaQuattro.

    Giorno 12: ieri ho riprovato con la mia abilità a ForzaQuattro, con il mio computer e con le mie gesta nei giochi di ruolo: incredibile, non ho avuto successo nemmeno questa volta. Queste donne sembrano proprio aliene: si interessano solo di chi parla di cose inutili.
    Questa sera, però, è venuto Aldo a trovarmi, era diverso dal solito. Avrei dovuto accorgermene subito. Le calze a rete mi avrebbero dovuto mettere sulla buona strada. Anche i tacchi a spillo. Se non altro, la scollatura e quello che c'era dietro alla scollatura. Ma ero distratto.
    L'ho fatto entrare, si è guardato attorno ed ha detto "carino, meglio dell'altra volta. Credevo però che tu avessi una carta da parati verde". "Era muffa" ho risposto. "Volevo chiederti che fine avevano fatto i rilievi floreali in bagno, ma forse è meglio di no" ha aggiunto.
    Si è avvicinato. A quel punto ho notato qualcosa. Forse la scollatura. O il rossetto: decisamente devo aver notato il rossetto. O i capelli. Forse il profumo muschiato. Insomma, qualche cosa ho notato, mi sono accorto che Aldo era diverso dal solito. Che mi guardava in modo diverso dal
    solito. "Non mi chiamo Aldo" ha detto Aldo non-Aldo, fissandomi negli occhi. Anche io provavo a fissarlo negli occhi, giuro: ma c'erano tante cose che stavo notando in quel momento. Soprattutto due. Dietro la scollatura.
    "Mi chiamo Katia, ho finto di essere Aldo per tutti questi anni perché stavo scrivendo un libro sulla comunità informatica italiana: volevo vedervi al naturale. Se mi fossi presentata come donna, mi avreste trattata diversamente"
    "." ho ribattuto prontamente, e con il mio solito spirito ho aggiunto: "...".
    "Ma ora basta. Ho consegnato il libro, non devo più mentire: soprattutto a te."
    "...!" ho risposto.
    Colpita, Katia ha sorriso e ha detto: "Baciami, stupido!"

    Giorno 13: Katia mi ha fatto buttare l'Hub a forma di Godzilla, ma non importa: tra di noi va bene e non sento più quella sensazione allo stomaco.
    Ho dimostrato così che anche un informatico può sedurre una donna, basta che sia una scrittrice che si finge un uomo per documentare un libro sulla comunità hacker.
    Buona fortuna a tutti i lettori.

    LA

    August 06

    Il diario segreto di un utente Linux

     

    Questo è un pezzo che gira in rete già da qualche anno, ma data la sua introvabilità, lo rubo a tutti coloro che l’hanno già postato, e lo incollo qui, in caso qualcuno (io) lo cercasse per la lettura. Mi ha fatto morire dal ridere, soprattutto ripensando a qualcuno... la descrizione combacia perfettamente, manca solo che si trasferisca in Cambogia e siamo a posto!

     
    Caro diario, giorno 1
       
    Oggi ho deciso di installare Linux. Non si può essere un vero hacker se non si usa Linux, e io voglio essere un vero hacker. Soprattutto per far colpo sulle ragazze. Ho chiesto a quelli che conoscevo ed ho scoperto che Giovanni usa Linux; stranamente ha gli occhiali spessi, è sovrappeso, non si lava molto, non si rade e non conosce nessuna ragazza. Mi aspettavo qualcuno di più figo, con gli occhiali scuri anche al chiuso e il trench di pelle. Probabilmente si traveste per non dare nell'occhio. Una doppia vita! Che cosa emozionante diventare un hacker. Mi ha consigliato la Debian dicendo che è la "distruzione di Linux" per veri duri. Io sono un duro. Uso il computer da quando ero piccolo; sempre Macintosh, ma quando uno sa usare un computer, li sa usare tutti! Pensa: l'hacker di "Indipendence Day" entrava nel sistema operativo di una nave aliena: figata! Chissà perché si chiama "distruzione di Linux". Dovrò chiedere. Che nome da duro!
     
     
    Caro diario, giorno 2
     
    Giovanni mi ha spiegato oggi che la Debian è una DIS-TRI-BU-ZIO-NE di GNU/Linux. Non distruzione. Dice che è molto importante che si dica GNU/Linux, se si dice solo Linux la Microsoft (che dovrei scrivere Micro$oft o Microsuck, non so perché) prenderà il controllo del pianeta, provocherà l'Apocalisse, spegnerà il sole, farà piangere Gesù Bambino e impedirà che ci siano giochi recenti per GNU/Linux. In questo ordine (di importanza). Giovanni dice che GNU vuoi dire "GNU Non è Unix", però Linux è Unix e Giovanni dice che è da queste contraddizioni apparenti che si capisce chi è un vero hacker. Tutti gli altri sono dei perdenti che si meritano che un Virus spedisca alla nonna pezzi di E-Mail pornografiche scambiate con la morosa. Io non posso essere un perdente perché mia nonna è quadriplegica e non sa usare il computer; oltre tutto, non ho mai avuto la morosa, anche se ho scritto dei racconti un po' spinti su Kaori della pubblicità del Philadelphia. Sto già diventando un vero hacker.
     
     
    Caro diario, giorno 3
     
    Ho smesso di fare domande a Giovanni, perché il suo travestimento da non-figo puzza davvero tanto e non riesco a concentrarmi trattenendo il fiato. Chissà dove si procura il suo "odore di ascella non lavata da quindici giorni", è DAVVERO realistico. Un altro segreto hacker, immagino. Ho comprato una rivista con i CD della Debian. Da questa notte il mondo sarà mio: devo solo installarla, poi sarò un vero hacker. Nella rivista non ci sono donnine nude: un vero hacker si eccita con le immagini dei computer nudi (smontati), o con il "codice sorgente". Ci ho provato, ma ho ancora molto da imparare.
     
     
    Caro diario, giorno 4
     
    Non trovo setup.exe nel CD. Sarà rovinato. Domani lo vado a cambiare.
     
     
    Caro diario, giorno 5
     
    Non c'è il setup.exe! E' tutto molto semplice: si inserisce il CD a computer spento, si seleziona da BIOS di boot-are (un modo di dire inglese che vuoi dire "stivalare", ah! gergo hacker!) da CD, e si installa. Facilissimo. Ci ho messo solo 3 ore a capirlo. Ora devo solo scoprire come invocare il BIOS.
     
     
    Caro diario, giorno 7
     
    Sono fortunato! Il BIOS nel mio computer si invoca semplicemente premendo i tasti CTRL-ALT-SHIFT-CANC-Q-W-E-R-T-Y-1-2-3-4-5 contemporaneamente nei 4 microsecondi in cui avviene il check della memoria. Pensa che nel computer di uno che conosco è possibile invocarlo solo nelle notti di luna nuova, dopo la mezzanotte, se si rimane all'interno d'un pentagramma tracciato per terra col sangue d'un gallo nero. E' destino che io diventi un hacker.
     
     
    Caro diario, giorno 8
     
    Sto installando. Ho aspettato 4 ore che comparisse la schermata grafica, ma continuo solo a vedere delle scritte. E non compare la freccetta del mouse. Devo chiedere.
     
     
    Caro diario, giorno 9 
     
    Le scritte andavano lette! Pensa come sono furbi questi hacker, nessuno può usare il LORO GNU/Linux se non sa che le scritte vanno lette. E' un po' come una società segreta.
     
     
    Caro diario, giorno 10
     
    Ieri mentre installavo mi è stato chiesto di "partizionare l'hard-disk". Ho spinto OK quattro o cinque volte e sono andato avanti. Cosa sono i moduli del kernel? Non so, ne ho scelti alcuni a caso.
     
     
    Caro diario, giorno 11
     
    In solo una settimana ho fatto partire il sistema. Pare che io abbia cancellato tutto quello che c'era sull'hard disk quando lo ho partizionato, ma non è grave: c'erano solo le mie mail personali degli ultimi 3 anni con tutti gli indirizzi (quando sarò un hacker famoso, si rifaranno vivi tutti) e la copia digitale della dimostrazione dell'ultimo teorema di Fermat che avevo trovato in soffitta della nonna, dopo che è morta (non sono andato al funerale perché stavo installando). Poco male: diventerò un hacker, ed ho la copia cartacea. Non faccio una doccia da quando ho cominciato, ho la barba un po' lunga e sto solo mangiando pizza e hamburger. Però sto bene.
     
     
    Caro diario, giorno 12
     
    I moduli del kernel non andavano scelti a caso. Pare che io abbia fatto qualcosa che non va riguardo al modulo per la scheda grafica. Il monitor è esploso. Poco male: ne ho un altro. Nell'incendio è bruciata la copia cartacea della dimostrazione dell'ultimo teorema di Fermat. Non importa, non trattava di Linux. Le mie ferite guariranno in un mese, nessuno farà caso alle cicatrici quando sarò un hacker figo. Ho messo su 4 chili: smaltirò poi, ora non ho tempo.
     
     
    Caro diario, giorno 14
     
    Ho passato due giorni a scegliere quali programmi installare: l'elenco ne comprende 6739, con nomi di solito senza vocali come ed, amb, brlscnb e mvf fncl; di questi, 1356 sono editor di testo! Pare che servano tutti: gli hacker ne sanno una più del diavolo!
     
     
    Caro diario, giorno 15
     
    XF86Config ne sa MOLTE più del diavolo. O forse serve ad evocare il diavolo stesso, non ho capito bene.
     
     
    Caro diario, giorno 20
     
    Finalmente il computer funziona. Meno di tre settimane per sistemarlo: un record di velocità. Ho dovuto saltare le docce per risparmiare tempo, ma non ne ho risentito. Certo, non funziona l'audio, la grafica non va a più di 16 colori a 640*480, il masterizzatore non dà segni di vita e il cursore si teletrasporta da un angolo all'altro dello schermo: ma è proprio dalla capacità di affrontare questi piccoli disagi che si vede il vero hacker. Ora mi connetterò a Internet. Mi hanno detto che gli altri hacker sono sempre molto disponibili verso chi vuole imparare. Sono passati i vicini a chiedere dove era il cadavere. "Quale cadavere" ho chiesto io. "C'è odore di cadavere in decomposizione" hanno risposto. Non capisco. Non sento nessun odore: saranno impazziti? In effetti mi lanciavano delle occhiate poco rassicuranti.
     
     
    Caro diario, giorno 21
     
    Oggi ho provato a connettermi a Internet. Ho un WinModem. Questo è MALE.
     
     
    Caro diario, giorno 22
     
    Oggi ho provato a connettermi a Internet. Qualche cosa è andato storto, dal nuovo modem vengono rumori strani e un po' irati.
     
     
    Caro diario, giorno 23
     
    I rumori strani erano la voce di un cambogiano che rispondeva alle telefonate. Pare che il suo numero di telefono sia quello usato di default per la connessione a Internet. Ha detto che, se voglio, mi legge ad alta voce il giornale, così mi sento nell'autostrada dell'informazione. Per ora ho declinato. Si chiama Chea Vichea.
     
     
    Caro diario, giorno 24
     
    Mi sono connesso! Fino a che non esco dal pentagramma di sangue di gallo nero, tutto funziona a meraviglia! Mi chiedo cosa succederà all'alba. Sento degli strani rumori provenire dalla cantina.
     
     
    Caro diario, giorno 25
     
    Ho mandato delle mail su Internet chiedendo aiuto per capire meglio. Ho scritto sulla mailing list Kernel Dev, mi sembra il posto migliore per trovare degli esperti.
     
     
    Caro diario, giorno 26
     
    Chi è RTFM? E quando comincerà ad aiutami? (N.d.W: se nn l'hai capita leggi in fondo alla mail*)
     
     
    Caro diario, giorno 31 (o forse 52)
     
    Sono stato multato. Pare che sia vietato bruciare i computer in terrazzo. Ho detto che dopo tutto era Capodanno, ma mi hanno spiegato che Capodanno è stato tre settimane fa: devo aver perso il conto dei giorni. Ora che ho eliminato il computer, sto molto meglio. Dopo la terza doccia ho sentito i miei vicini di casa urlare "era ora che riparassero quel tombino, l'aria era proprio irrespirabile!". Ho comprato un machete per tagliarmi la barba, fino ad ora ho rotto tre rasoi. Domani parto per la Cambogia, ho ritelefonato a Chea Vichea. Mi ha trovato un lavoro come bracciante nelle risaie. Non vedo l'ora di cominciare: ha detto che il computer più vicino è a 5km dal suo villaggio. Basterà?
     
    * RTFM è un abbreviazione di Read The Fucking Manual, risposta a chi fa domande troppo stupide o la cui risposta è molto + esauriente nel manuale
     
    August 04

    L'ESAME DI MAMMA BARBARA

    La primogenita di Silvio Berlusconi e Veronica Lario brucia le tappe: a ottobre l'aspettano un maschietto e la laurea in filosofia
     
     
    Eccola. Finalmente è uscita di casa. Ha lasciato la villa di Macherio, nelle arroventate campagne della provincia di Monza e Brianza, per andare a sostenere un esame. E la sua gravidanza avanzata non c'entra. Si tratta piuttosto di Filosofia morale, uno degli ultimi ostacoli che separano Barbara Berlusconi dalla laurea.
    Infatti, la primogenita di Silvio Berlusconi e Veronica Lario a otobre non solo darà alla luce un maschietto, frutto dell'amore con il compagno Giorgio Valaguzza, ma diventerà dottoressa in Filosofia all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Jeans, zainetto, senza un filo di trucco, accompagnata dalla scorta, Barbara ha sfidato il caldo con una bottiglietta di minerale e con piglio deciso ha varcato di buon'ora il portone della Facoltà. I colleghi, cavallerescamente, le hanno offerto di sostenere la prova tra i primi, ma lei ha declinato la cortesia: <<Grazie, preferisco aspettare il mio turno>>. Barbara non è una che scavalca la fila, la piacciono le regole. L'educazione steineriana ha lasciato il segno, la piace dimostrare che può farcela da sola. Come spiegò tre anni fa a Vanity Fair: <<E' giusto crescere gradualmente, misurandosi con la realtà, senza privilegi>>.
    Tra pochi giorni, il 30 luglio, compirà 23 anni. Dicono che guardandosi allo specchio quel ventre così rotondo la lasci ancora un po' perplessa. Forse per questo gli amici dell'associazione benefica Milano Young, di cui è vicepresidente, non la vedono da tempo. Il professore che l'ha interrogata, il filosofo Roberto Mordacci, ha scritto in un suo libro che <<c'è una lotteria che distribuisce i vantaggi dell'estrazione sociale e una "lotteria naturale" che distribuisce i talenti>>. Barbara le ha vinte entrambe. Nel primo caso, lo sanno tutti, nel secondo è costretta a dimostrarlo. E anche qui si fa promuovere a pieni voti.
     
     
     
    questo articolo era su Vanity Fair del 2 agosto 2007... non era firmato (chissà perchè???) e questo post è dedicato a Marta e Savume che se lo sono sentiti leggere quella trentina di volte e ogni volta con commenti sempre nuovi... ora lascio la parola a voi...
    August 01

    Notizie da una redazione giornalistica!

     
     
    Buongiorno a tutti!!! come va? io, per chi se lo stesse domandando, sto abbastanza bene. In questo istante sono a Brescia, in particolare sono negli studi di Brescia Punto Tv a sostituire la centralinista che è andata in ferie per una settimana e rientrerà il 7 agosto... UN MORTORIO!!! non accade nulla, e la cosa più emozionante che mi è capitata oggi è stata una scema che mi ha chiesto come si chiamano le case dei paguri... CONCHIGLIE!!! ok, Ila, eri scusata perchè mancavano dei quadratini... giuro che ho seriamente pensato di mandarti a quel paese... volevo risponderti con un "MA GUARDI CHE QUI E' UN POSTO DOVE LA GENTE LAVORA!!! VADA A CERCARE SU WIKIPEDIA, RAZZA DI PERDITEMPO!!!" che ridere...
    no, bhe comunque non è vero che non succede mai niente qui nella fantastica redazione di Brescia Punto Tv (rullo di tamburi e suono di trombe in sottofondo)... ieri per esempio è stato perso un girato delle Bisse Del Garda (se non sapete cosa sono le bisse www.wikipedia.it e fatevi una cultura) perchè Annibale ha consegnato la cassetta sbagliata a un corriere... no bhe aspettate che vi racconto giusto cosa è successo in base alla ricostruzione dei fatti da me elaborata: lunedì mattina verso le 8.30 (secondo la testimonianza di Annibale e Lucia, nonchè del signor Zanini) un omino piccolo di statura e con i capelli grigi è salito nella redazione di Bresciaoggi per consegnare un pacco e ha detto che sarebbe poi venuto a Brescia Punto Tv per ritirarne un altro. Arrivato do fronte alla porta di Brescia Punto Tv Annibale gli ha aperto, questo signore ha visto la cassetta appoggiata sul bancone ha letto qualcosa su un foglio che aveva in mano e ha detto "eh sì combacia, è questa!" e se ne è andato senza lasciare la minima traccia di sè... solo che le immagini del girato non erano ancora state acquisite e quindi io ho passato la mia giornata di ieri a telefonare ai vari corrieri espressi per chiedere se PER CASO erano venuti lunedì mattina a ritirare un pacco in redazione... RISULTATO: la cassetta non è stata ritrovata e la puntata sulle Bisse Del Garda non so come farà ad essere montata senza immagini e interviste...
    oggi invece, siccome ne deve capitare una al giorno, altrimenti non siamo felici della nostra esistenza, non va il programma sul mio computer per la creazione dei DVD... non va e dunque io non riesco a copiare le immagini+la musica di uno spot pubblicitario che serve a Publiadige... è tutto il giorno che ci provo. Anche Giorgio (pirata informatico nonchè capo supremo dei tecnici) e Chicco ci hanno provato senza risultati... "spegni e riaccendi" "riavvialo" "chiudi tutto e aspetta cinque minuti"... TUTTO INUTILE! Adobe Premiere Pro 1.5 non vuole saperne di galoppare e quindi si attaccheranno un po' tutti...
    bene... il mio resoconto della "vita in una redazione giornalistica" è terminato...torno a non fare un tubo...
    baci!